Per visualzzare correttamente il contenuto della pagina occorre avere JavaScript abilitato.
Vai al sito Salute della donna

Il Piano d'azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere previsto dall’art.5 della legge 119/2013 e oggetto dell’Intesa del 7 maggio 2015, è stato elaborato per definire gli ambiti:

  • della prevenzione del fenomeno della violenza contro le donne
  • della sensibilizzazione della collettività, anche attraverso il settore dell’informazione e dei media
  • della promozione di centri antiviolenza e le case-rifugio
  • della definizione di uno specifico modello di accoglienza, appositamente dedicato alle vittime di violenza sessuale e domestica, presso i Pronto soccorsi
  • della formazione professionale di tutti i soggetti (forze dell’ordine, sanitari, servizi sociali ecc.) che hanno il compito di accogliere le vittime della violenza.

Data la complessità del fenomeno, è stato utilizzato un modello d’intervento coordinato, multidisciplinare ed inter-istituzionale che risponda in modo articolato e completo ai bisogni delle donne vittime di violenza. C’è bisogno di protezione fisica, di strutture d’accoglienza in emergenza, di aiuto sanitario, psicologico, legale, economico e di un accompagnamento in un nuovo progetto di vita che porti la donna a superare la violenza subita.

Il Ministero della salute ha fornito il suo contributo per la predisposizione delle linee di indirizzo da inserire nel Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, coordinando l’apposito sottogruppo tematico Formazione con la convinzione che le azioni necessarie a prevenire e contrastare la violenza, per essere efficaci, debbano prevedere una formazione integrata e multidisciplinare tra gli operatori, al fine di acquisire  e un linguaggio ed una metodologia condivisi, in grado di valorizzare il ruolo di tutti i soggetti coinvolti, a vario titolo, nel rispetto degli specifici ambiti di competenza.

Il sottogruppo tematico Formazione ha lavorato in sinergia con gli altri ambiti d’azione:

  • Raccolta dei dati, per un’analisi delle fonti dati disponibili e delle possibili sinergie o azioni per un più completo e tempestivo monitoraggio del fenomeno
  • Valutazione del rischio di recidiva per l’analisi di metodologie di valutazione del rischio di recidiva della violenza all’interno della coppia
  • Educazione per la definizione di iniziative in ambito scolastico per la promozione di una cultura antiviolenza
  • Codice o percorso rosa, per estensione a livello nazione dell’esperienze di eccellenza realizzate presso alcuni pronto soccorso
  • Reinserimento vittime per le azioni di superamento della violenza e di sostegno alle vittime per reinserimento nella vita lavorativa, iniziative a sostegno dei maltrattanti, iniziative per i minori al fine di gestire gli effetti della violenza assistita

Per prevenire e contrastare la violenza di genere è indispensabile operare in 3 diverse aree d’intervento, individuate in relazione al momento in cui l’operatore entra in contatto con la vittima di violenza:

  1. Riconoscimento del fenomeno (anche sul territorio attraverso le “sentinelle”)
  2. Presa in carico della vittima
  3. Accompagnamento nel percorso di uscita dalla violenza

1. Riconoscimento del fenomeno

Coinvolge tutte le figure presenti sul territorio che possono venire in contatto con le vittime di violenza e maltrattamento in qualsiasi ambito sociale e professionale: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici competenti del lavoro, personale sanitario, farmacisti, forze di polizia, docenti e personale scolastico, ispettori del lavoro, consiglieri/e di parità provinciali e regionali, volontari del soccorso, responsabili di comunità religiose o di gruppi sociali, educatori di comunità, operatori che lavorano nell’assistenza domiciliare con anziani o disabili, mediatori culturali, personale degli sportelli di ascolto, componenti del CUG, polizia penitenziaria, , ecc. Queste figure possono rivestire un ruolo strategico quali “Sentinelle” del fenomeno della violenza.

2. Presa in carico della vittima

Coinvolge gli operatori che operano direttamente nella presa in carico delle vittime di violenza e che costituiscono la “Rete operativa territoriale” (operatori sanitari di pronto soccorso e medici di medicina generale e pediatri di libera scelta e specialisti, forze dell'ordine, magistratura, associazioni di volontariato, centri antiviolenza, ...). Attraverso la formazione congiunta si potrà creare o consolidare la rete operativa nel territorio. anche definendo riferimenti e contatti da mettere a disposizione delle “Sentinelle”, al fine di non annullare gli sforzi di emersione del fenomeno della prima area di intervento che, se non adeguatamente inseriti nella rete territoriale dei servizi, rischiano di essere vanificati.

3. Accompagnamento nel percorso di uscita dalla violenza

Coinvolge gli operatori dei Centri Antiviolenza, operatori e assistenti sociali, psicologi- psicoterapeuti, psichiatri, servizi specialistici che si occupano della presa in carico delle vittime e degli autori; operatori della Salute Mentale che spesso trattano autori e vittime di violenza, operatori dei servizi per il lavoro pubblici e privati, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Gli operatori di questa terza area d’intervento devono prendersi cura delle vittime, che hanno subito importanti danni fisici e psichici, spesso a rischio della vita, che devono ritrovare fiducia in se stesse, senso di sé ed intraprendere un nuovo percorso di vita, nonché dei maltrattanti e del nucleo familiare.


La rete di interventi può funzionare in modo ottimale solo se ogni soggetto è consapevole del proprio ruolo e viene adeguatamente formato; quindi accanto a protocolli di intervento mirati e condivisi sono necessari corsi di formazione.

La formazione di tutte le professionalità coinvolte nella presa in carico delle vittime (operatori socio-sanitari, forze dell’ordine, volontari del soccorso, operatori centri antiviolenza), deve essere sistematica, mirata ed integrata per costruire quella rete necessaria, pur nel rispetto dei specifici ambiti di competenza.

In questo ambito, il Ministero della Salute, nell’ambito delle risorse 2014 del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM), il Ministero della salute ha finanziato un'azione centrale dal titolo Un programma di formazione blended per operatori sanitari e non, mirato al rafforzamento delle reti territoriali per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (ISS).
Il progetto si sta realizzando in 4 regioni (Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia) con cui è stato costruito un percorso formativo unitario specifico sulla violenza di genere, che tiene conto di tutti gli aspetti multidisciplinari.
E’ in corso una formazione attraverso  una piattaforma FAD, completata da incontri in presenza rivolta a medici ed infermieri di almeno 28 servizi di PS delle regioni coinvolte. E’ prevista una formazione on line con una parte specifica per le forze dell’ordine e la polizia locale delle stesse aree geografiche. Ogni ospedale è accompagnato quindi da esperti a rafforzare, comporre o attivare una rete multi professionale locale composta da operatori sanitari, forze dell’ordine, polizia locale, servizi sociali territoriali, associazioni e centri antiviolenza, che condivida le modalità di accoglienza della donna e individui compiti e disponibilità delle istituzioni coinvolte.

Sempre in ambito CCM è in corso  una progettualità specifica dal titolo Controllo e risposta alla violenza su persone vulnerabili: la donna e il bambino, modelli d'intervento nelle reti ospedaliere e nei servizi socio-sanitari in una prospettiva europea. REVAMP, svolta in collaborazione con la Regione Liguria. Il progetto sulla base dei dati del progetto CCM 2011 SINIACA-IDB, si propone come obiettivo generale la ”Armonizzazione e valutazione di efficacia dei protocolli di: riconoscimento, accoglienza, presa in carico e accompagnamento dei casi di violenza sulla donna, in ambito relazionale, o sul bambino”

Tra i due Progetti sono stati concordati i relativi punti di contatto e sviluppate sinergie considerato che, oltre ad intervenire sulla medesima area di sanità pubblica (prevenzione e contrasto della violenza di genere) e a coinvolgere in alcuni territori regionali gli stessi PS, presentano aspetti interdipendenti, quali la formazione degli operatori socio-sanitari dei PS e la codifica dei casi di violenza.


  • Condividi
  • Stampa
  • Condividi via email

Data di pubblicazione: 7 marzo 2016, ultimo aggiornamento 7 marzo 2016

Pubblicazioni   |   Opuscoli e poster   |   Normativa   |   Home page dell'area tematica Torna alla home page dell'area