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La prima significativa innovazione legislativa in materia di violenza sessuale, in Italia, si era avuta con l’approvazione della Legge 15 febbraio 1996, n. 66. Tale legge ha iniziato a considerare la violenza contro le donne come un delitto contro la libertà personale, innovando la precedente normativa, che la collocava fra i delitti contro la moralità pubblica ed il buon costume.

Nel 2001, il Dipartimento Pari Opportunità aveva assunto tale problematica come prioritaria avviando un doppio intervento sul versante istituzionale con un cofinanziamento dei Fondi Strutturali attraverso l’assegnazione all’Istat di un progetto sulla violenza contro le donne volto a introdurre un modulo per l’individuazione della reale dimensione dei reati sessuali.

Con la Legge 4 aprile 2001, n. 154 vengono introdotte nuove misure volte a contrastare i casi di violenza all’interno delle mura domestiche con l'allontanamento del familiare violento.

Nello stesso anno vengono approvate anche le Leggi n. 60 e la Legge 29 marzo 2001, n. 134 sul patrocinio a spese dello Stato per le donne, senza mezzi economici, violentate e/o maltrattate, uno strumento fondamentale per difenderle e far valere i loro diritti, in collaborazione con i centri anti violenza e i tribunali

Considerata la delicatezza della problematica che richiedeva una presa di consapevolezza collettiva del fenomeno e richiedeva l’adozione di misure complesse come conoscenza, sensibilizzazione, formazione, prevenzione, riduzione del danno subito (per le donne e i bambini), repressione dei violenti e loro presa in carico, con la Legge 23 aprile 2009, n. 38, in tema di misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza, nonché in tema di atti persecutori, sono state inasprite le pene per la violenza sessuale, viene introdotto il reato di atti persecutori ovvero lo stalking e viene riconosciuto l’importanza dell’operato, sul territorio, dei Centri antiviolenza.

Nel giugno 2013 con la legge 27 giugno 2013 n. 77, il nostro Paese ha compiuto un passo storico nel contrasto della violenza di genere, approvando all’unanimità da parte del Senato, la ratifica della Convenzione di Istanbul. Le linee guida tracciate dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, redatta ad Istanbul l’11 maggio 2011, costituiscono infatti il binario ed il faro per varare efficaci provvedimenti, a livello nazionale, per prevenire e contrastare questo fenomeno.

La Legge 15 ottobre 2013, n. 119 (in vigore dal 16 ottobre 2013) – “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere” è l’ultimo provvedimento in materia di sicurezza e per il contrasto alla violenza di genere, con l’obiettivo principale di combattere e prevenire il fenomeno della violenza sulle donne e il femminicidio.

Tre gli obiettivi fondamentali:

  1. prevenire la violenza di genere
  2. punirla in modo certo
  3. proteggere le vittime.

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Data di pubblicazione: 10 marzo 2008, ultimo aggiornamento 7 marzo 2016

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